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Mercati italiani

Finanza e politica: la volatilità generata dalle elezioni impatta sugli hedge

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C’è chi si preoccupa e per chi sembra una “normale curva” generata dall’incertezza del risultato delle prossime elezioni. Intanto c’è un solo dato oggettivo: Il Ft dà notizia dell’attacco degli hedge funds al debito italiano

I dati che allarmano il mondo intero  e fanno puntare il dito su Milano

A dare i numeri è il S&P Global Market Intelligence la cui posizione è ben riassunta in un articolo del Financial Times:  “Gli hedge fund internazionali  stanno scommettendo contro la tenuta dei titoli di Stato italiani nelle prossime settimane”.

Notizia riportata quindi da uno dei quotidiani economici-finanziari più influenti del globo e che potrebbe essere allarmante per Piazza Affari in quanto, mal tradotto, quando ci riferiamo agli hedge parliamo proprio di  “fondi speculativi” e numeri così “tristi” non si vedevano nel Belpaese da lontano gennaio 2008 quando l’Italia finì sotto attacco mentre la crisi nata dal fallimento di Lehman Brothers contagiava i debiti sovrani.

Scommesse al ribasso contro la nostra economia

Sono in molti a puntare contro il Belpaese: sono infatti ben 39 miliardi di euro puntati contro i titoli del Tesoro italiani sia negli Usa che nella City. Ma i nostri esperti non demordono: L’Italia è il Paese più esposto sui prezzi del gas e la situazione politica è impegnativa ma non occorre preoccuparsi. Secondo il Prof. Brogi  della Sapienza per esempio: “Un po’ di volatilità è normale prima di un voto. Ma chiunque governerà ha una rotta tracciata dal Pnrr“. 

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Cosa potrebbe accadere se la situazione politica non si sblocca?

Gli hedge fund sono attirati dalle preoccupazioni concernenti gli effetti della crisi energetica che potrebbe costare al nostro Pil un tasso del 5% in caso di embargo russo sul gas. Altro punto a sfavore è l’attuazione delle riforme del PNRR che, in caso di ritardo dovuto ad una crisi politica prolungata, potrebbero mettere a rischio gli oltre 200 miliardi del Recovery Fund. Soldi di cui l’Italia ha estremo bisogno per ripartire.

 

 

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