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Economia

Riunione BCE: le opzioni sul tavolo di Christine Lagarde

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L’esito della riunione della BCE che si concluderà questo pomeriggio alle 14:15 con la decisione sui tassi di interesse è altamente incerto. Lo testimoniano le posizioni differenziate di analisti e asset manager nonché le indiscrezioni rilanciate da Reuters.

Citando una fonte interna alla Banca centrale europea l’agenzia di stampa ha riportato che le previsioni sull’inflazione di Francoforte con riferimento al prossimo anno si attesterebbero al 3%. Ben lontane, quindi, dal livello di conforto al 2% e tali da giustificare un rialzo nella riunione di settembre. L’indiscrezione ha dato una scossa agli investitori che propendono in larga misura per una conferma dei tassi sui depositi al 3,75%.

Riunione BCE, ecco perché non dovrebbe alzare i tassi d’interesse…

Anche tra gli analisti e i gestori delle principali case di investimento prevalgono le posizioni a favore di una conferma dei tassi di interesse sui depositi al livello attuale del 3,75%. La pensano così Peter Goves, responsabile della ricerca sul debito sovrano dei mercati sviluppati di MFS IM e Tomas Wieladek, capo economista per l’Europa di T. Rowe Price.

“Ci aspettiamo che la BCE si prenda una pausa al prossimo incontro, sulla base della recente serie di dati che dovrebbero spingere verso una maggiore cautela” ha scritto Wieladek in un report. Secondo l’analista un rialzo in questo momento, sarebbe il decimo consecutivo, porterebbe effetti controproducenti per la stessa lotta contro l’inflazione. “Un rialzo, in presenza di dati che iniziano a segnalare una recessione, potrebbe essere controproducente: se la BCE sorprendesse gli investitori con un rialzo, i mercati potrebbero iniziare a prezzare un errore politico, allentando le condizioni finanziarie e prevedendo un euro più debole. Ciò renderebbe la politica monetaria meno restrittiva, aumentando l’inflazione importata: sarebbe l’opposto di ciò che la BCE vuole ottenere”.

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Oltretutto, secondo Wieladek, i dati economici mostrano che l’eurozona sta scivolando in una recessione. Avendo la BCE dichiarato che le sue decisioni sarebbero state prese sulla base dell’evoluzione dei parametri dell’economia il rialzo dei tassi a settembre non è pensabile.

Anche Peter Goves non prevede movimenti nella riunione di settembre ma ritiene che la manovra di inasprimento possa riprendere nelle riunioni successive della BCE. “Ci aspettiamo che la BCE mantenga invariati i tassi di riferimento nella riunione dei prossimi giorni, sottolineando che il ciclo di inasprimento non è necessariamente giunto al termine per non perdere il margine di manovra. Ci aspettiamo che la BCE mantenga invariati tutti gli altri parametri relativi al programma di acquisto (PEPP) e la guidance, al quantitative tightening dell’APP e alla politica di reintegrazione delle riserve. Sebbene non si possano escludere ulteriori rialzi dei tassi, data la funzione di reazione dipendente dai dati, sulla base delle informazioni attuali e del nostro scenario di base, il tasso finale potrebbe attestarsi al 3,75%”.

Per Katharine Neiss, capo economista di PGIM Fixed Income la battaglia in seno al Comitato di politica monetaria sarà dura. Secondo l’economista la decisione finale è in bilico. Se si guarda ai dati passati un aumento dei tassi di interesse diventerebbe probabile. Tuttavia, osservando gli indicatori prospettici, “una pausa in questo momento potrebbe essere prudente. Consentirebbe alla BCE di valutare l’impatto dei passati rialzi e, qualora ne fossero necessari di ulteriori, questi potrebbero essere effettuati nel corso dell’anno”.

…e perché invece dovrebbe alzarli

Frank Dixmier, responsabile globale degli investimenti di Allianz GI non ha dubbi. La BCE alzerà i tassi di interesse per la decima volta

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