sabato 22 gennaio 2022

Aumento delle temperature influiscono su foreste e suolo

Dal Report Ispra dal titolo “Tea-Transizione ecologica aperta. Dove va l’ambiente italiano?” arriva la fotografia delle Foreste e aree protette del Belpaese

Nel Belpaese la  percentuale di territorio ricoperto da boschi è pari al 37% della superficie nazionale, un valore superiore a quello di due paesi europei tradizionalmente forestali come Germania e Svizzera, entrambi al 31%.

Le foreste italiane sono quindi in aumento costante (passando 5,6 a 11,1 milioni di ettari). Questa crescita influisce sulle superfici agricole e di terreni naturali e semi-naturali. Dal 1985 al 2015 le foreste hanno infatti avuto un incremento pari al 28%.

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ISPRA, istituito con la legge 133/2008 di conversione, ha inoltro sottolineato che: “Dagli anni Settanta ad oggi le aree protette terrestri e marine sono molto aumentate per numero ed estensione. La superficie protetta a terra tocca il 20% di quella nazionale. Quella marina copre oltre il 19% delle aree di mare a giurisdizione italiana; cifra che comprende, oltre a quelle protette, le aree sottoposte a speciali misure di conservazione. Manca ancora un 10% per raggiungere il target europeo fissato al 2030 (30%), ma sono già previste 23 nuove aree marine protette”. 

Nonostante una leggera diminuzione a  partire dal 2012, il consumo di suolo è ancora forte: 60 chilometri quadri l’anno ovvero 15 ettari al giorno. Esaminato e mansionato nel rapporto anche il dissesto idrogeologico. Secondo il rapporto Ispra sono tante le costruzioni, abitazioni, attività produttive, infrastrutture di ogni tipo, che aggravano il fenomeno e i suoi costi umani ed economici. Negli ultimi 20 anni, i danni per gli eventi idrogeologici, stimati in oltre un miliardo di euro in 12 mesi,  sono stati molto superiori agli investimenti per interventi di mitigazione del rischio frane e alluvioni, pari in media a circa 300 milioni. Solo nell’ultimo triennio gli investimenti hanno raggiunto il miliardo l’anno: ancora poco, tenuto conto che il fabbisogno per il territorio italiano è di 26 miliardi.