sabato 02 luglio 2022

Bonus 200 euro: sono i flussi Uniemens a dire se tocca all’azienda o spetta all’Istituto di previdenza corrispondere l’una tantum al lavoratore subordinato

Chi deve versare il bonus 200 euro? l’azienda o l’INPS?  La risposta è semplice: il datore è tenuto a riconosce il bonus ai dipendenti nella busta paga del mese di giugno ma solo a quelli che hanno beneficiato dello sgravio dello 0,8% nel primo quadrimestre. Per gli altri lo deve corrispondere l’Inps.

Il provvedimento approvato dal Governo, detiene la risposta di questo enigma nel provvedimento stesso che spiega infatti che l’una tantum per dipendenti, pensionati, percettori di reddito di cittadinanza o di Naspi o Dis-coll, e per i dipendenti che nel 2021 non hanno avuto un reddito superiore a 35mila euro. Ma stabilisce anche che il datore di lavoro deve riconoscere i 200 euro a chi almeno una volta, nel primo quadrimestre 2022, è stato interessato dello sgravio contributivo dello 0,8 per cento.

Ci sono categorie però che non hanno avuto la possibilità di accedere allo sgravio: esempio sono i lavoratori domestici, in questo caso sarà l’Inps ad erogare il bonus in quanto non possono ricevere alcunché dai loro datori. Per evitare la mancata erogazione del bonus o addirittura l’erogazione doppia  il decreto prevede che l’Inps paghi il bonus a determinate categorie di lavoratori solo dopo aver verificato che nel mese di luglio non abbiano già avuto il beneficio: è il caso di lavoratori  stagionali, lavoratori a termine o intermittenti, iscritti all’ex Enpals, ecc. che in questo periodo potrebbero essere alle dipendenze di un datore. Spetterà all’INPS controllare dal flusso Uniemens di luglio 2022 che non abbiano avuto l’una tantum dal datore presso il quale prestano la loro attività e in caso di riposta negativa sarà l’Inps a provvedere all’accredito. Lo stesso varrà per coloro che nel 2021 hanno beneficiato dell’indennità Covid prevista dal decreto Sostegni dello scorso anno ( sarà INPS a corrispondere in automatico il bonus 200 euro anche per questi  lavoratori).

Alcuni lavoratori dovranno invece presentare la domanda:

  • i lavoratori domestici con un contratto  di lavoro al 18 maggio 2022;
  • i titolari di rapporti di co.co.co dal 18 maggio 2022  non  iscritti ad altre forme di previdenza e che non abbiano avuto nel 2021 un reddito derivante dai co.co.co. superiore a 35mila euro;
  • i lavoratori stagionali a termine o intermittenti che nel 2021 hanno avuto almeno 50 giornate lavorative o 50 contributi settimanali ed un reddito non superiore a 35mila euro;
  • i venditori a domicilio titolari di partita Iva, iscritti alla gestione separata, che hanno avuto nel 2021 un reddito superiore a 5mila euro.
  • i lavoratori iscritti al Fondo dello spettacolo (ex Enpals) che nel 2021 hanno avuto almeno 50 giornate lavorative o 50 contributi settimanali ed un reddito non superiore a 35mila euro;
  • i lavoratori autonomi occasionali, senza partita Iva, che risultano privi di altra forma previdenziale obbligatoria, sono iscritti all’Inps al 18 maggio 2022 ed hanno almeno un contributo mensile accreditato nel 2021.