sabato 05 dicembre 2020

Borsa Italiana a rischio vendita? Timori dopo gli accertamenti della Commissione europea

News recenti affermano che la Commissione Europea ha preso nel mirino l’acquisizione di Refinitiv da parte del London Stock Exchange.

I timori sono che si

‘possa ridurre la concorrenza nel trading e nel clearing di diversi strumenti finanziari e nei prodotti di dati finanziari’.

La possibile vendita di Borsa Italiana e le conseguenze dell’accordo LSE-Refinitiv hanno nuovamente attirato l’attenzione di tutto il mercato.

Nelle ultime ore l’Unione Europea ha annunciato di aver avviato un’indagine sulla transazione, con l’obiettivo di trovare effetti distorsivi sul margine competitivo.

Le preoccupazioni espresse dall’UE hanno portato a ulteriori speculazioni sulla vendita di Borsa Italiana, sebbene finora non siano stati rilasciati commenti ufficiali. Il risultato del sopracitato sondaggio potrebbe chiarire l’immagine, e per niente.

Quali sono i motivi degli accertamenti su LSE-Refinitiv

L’accordo che consentirebbe alla Borsa di Londra (società madre di Borsa Italiana) di possedere Refinitiv sarebbe di $ 27 miliardi. Ricordiamo che Refinitiv è un fornitore di servizi finanziari controllato dal 55% da Blackstone e dal 45% da Reuters.

Ieri, tuttavia, l’autorità antitrust dell’UE ha deciso di esaminare più da vicino la questione e avviare un’adeguata indagine formale.

L’autorità teme che l’operazione finisca per danneggiare la concorrenza negli scambi, nella compensazione degli strumenti finanziari, ma anche nei prodotti di dati finanziari.

L’acquisizione andrebbe di pari passo con le attività di LSE e Refinitiv, che a sua volta è la società madre di Tradeweb. La combinazione della piattaforma Mors di Borsa Italiana e Tradeweb darebbe alla Borsa di Londra una quota di mercato significativa nel commercio di debito elettronico nell’UE, in Svizzera e anche nel Regno Unito.

“Abbiamo avviato un’indagine approfondita per verificare se l’operazione proposta che unirà le attività di LSE e Refinitiv potrebbe danneggiare la concorrenza in questi mercati”.