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Mercati italiani

Borsa Italiana: chiusura in rosso ieri per Milano e le proiezioni di oggi non sembrano migliori

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 Un lunedì nuovamente in rosso per la seconda settimana di maggio di Piazza Affari. Milano chiude con un indice in calo del 2,74 e scende sotto i 23 mila punti (per la precisione con un minimo di seduta di 22.833 punti e un massimo di 23.542 punti)

Nel paniere dei titoli che compongono l’indice FTSE MIB sono in rialzo soltanto  Atlantia (+0,18%) e Leonardo (+1,39%). Il resto dei titoli con segno negativo ed i cali maggiori sono quelli di Amplifon (-5,27%), Azimut (-3,33%), Banca Generali (-3,89%), Banco Bpm (-3,33%), Cnh Industrial (-4,41%), Diasorin (-5,39%), Exor (-3,47%), Ferrari (-3,24%), Fineco (-4,9%), Intesa Sanpaolo (-2,66%), Pirelli (-3,37%), Poste Italiane (-2,6%), Prysmian (-5,55%),  Stellantis (-3,38%), Stm (-3,9%)  e Unicredit (-2,54%).

Settore particolarmente in ribasso è stato quindi quello dei  titoli del petrolifero, dopo che il prezzo dell’oro nero  a New York è arrivato a  104 dollari al barile. Ne hanno pagato lo scotto Saipem che  ha chiuso in calo del 6,81% accompagnate al ribasso anche da ENI (-3,87%) e Tenaris (-3,82%).

Un “profondo rosso” quello registrato quindi durante la seduta del 09 maggio  sebbene il cambio euro/dollaro resta sopra quota 1,05. Lo spread tra Btp e Bund sfiora i 205 punti base. Le prospettive di oggi non sembrano essere migliori ma si attendono cali minori di quelli di ieri: i titoli del paniere principale sembrano a  breve termine non voler migliorare e non si intravedono fattori rialzisti, soprattutto con un’Italia che ancora combatte con il covid e con la crisi energetica che fa prevalere il rischio di ribasso. Un esempio è DiaSorin, per la quale gli analisti hanno tagliato a 116 euro il target price sulla società di diagnostica.

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Giornata negativa anche per gli altri indici della finanza italiana: Il FTSE Italia All Share ha avuto ribasso del  – 2,8% ed è andata anche peggio agli indici  FTSE Italia Mid Cap(-3,26%) e FTSE Italia Star sceso del (-3,86%). Durante la non felice seduta di ieri quindi il controvalore degli scambi è sceso a 2,19 miliardi di euro, rispetto ai 2,56 miliardi di venerdì.

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