mercoledì 27 ottobre 2021

Export italiano: “Ritorno al futuro” post pandemia

“Ritorno al futuro: anatomia di una ripresa post-pandemica” é il nome del Rapporto sull’Export 2021, a cura dell’Ufficio Studi di SACE che ha come tema l’export e il Made in Italy

Il Report Export SACE vuole essere una guida per rivedere le strategie aziendali e i business plan delle aziende italiane che esportano all’estero. A tal fine, il documento analizza uno scenario globale che mostra come l’Italia sia pronta a ripartire. La domanda dei prodotti italiani non è cambiata in paesi come Germania, Stati Uniti, Svizzera, Cina, diversi mercati della regione Asia-Pacifico, Polonia ed Emirati Arabi Uniti, e si prevedono gli stessi volumi di esportazione ( uguali a quelli prima della pandemia) in Russia e nei seguenti paesi: Francia, Paesi Bassi, Brasile, Arabia Saudita, Malesia, Ghana e Senegal.

Il rapporto Report SACE individua due possibili scenari alternativi per l’export italiano, valutando le potenzialità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): le riforme strutturali aumenteranno la competitività delle imprese italiane sui mercati esteri con un certo livello di export. Le merci nel 2025 aumenteranno del 3,5% rispetto allo scenario di base, ma tenendo conto anche delle nuove crisi legate alla pandemia:

  • il primo scenario assume un forte impatto positivo sulla fiducia globale, contribuendo a una ripresa sostenibile (al termine dell’orizzonte di proiezione, le nostre esportazioni potrebbero ammontare a oltre 577 miliardi di euro rispetto ai 550 dello scenario base);
  • il secondo scenario ipotizza una dinamica negativa dell’efficacia del vaccino e della comparsa di nuove varianti del Covid-19 (la crescita delle esportazioni sarà nulla nel 2022 e la ripresa delle vendite sui mercati esteri sarà posticipata al 2023).

Il Belpaese potrebbe ripartire con buone prospettive di ripresa nel medio periodo in Paese  come Regno Unito, Spagna, Austria, Turchia, Messico, India, Sudafrica e Thailandia. Una ripresa più contenuta si potrebbe avere nei prossimi anni anche in Romania, Grecia, Argentina e Sri Lanka.