mercoledì 12 maggio 2021

La gente non compra più auto ma spende nella tecnologia per la casa

Nell’anno dello tsunami Covid che ha stravolto abitudini e consumi degli italiani, la spesa per i veicoli si riduce del 14,9%, ma cresce il valore di segmenti chiave legati alla trasformazione tecnologica della casa come l’Information Technology (+29,6%) e i piccoli elettrodomestici (+13,9%). Secondo i dati della 27esima edizione dell’Osservatorio Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia, gli acquisti di beni durevoli scendono nel 2020 a 62 miliardi di euro con una contrazione del 10,3% rispetto al 2019, un punto e mezzo inferiore rispetto a quella dei consumi tout court (-11,8%).

“Si interrompe così la dinamica positiva che durava da sei anni consecutivi”, commenta Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic. “L’andamento dei consumi”, aggiunge, “riflette i cambiamenti radicali innescati dall’emergenza sanitaria. L’esplosione dello smart working e della didattica digitale integrata ha restituito centralità alla dimensione familiare, orientando il lifestyle verso la funzionalità, la sicurezza e il comfort degli ambienti domestici. Lo spiegano chiaramente due dati: il +32% dei congelatori e il +38% dei wine cabinet. La casa diventa, al contempo, un rifugio e uno spazio sempre più votato al benessere”.

Crollano gli acquisti di veicoli

Il mercato dei veicoli (auto nuova, usata e due ruote) – di fatto azzerato durante il lockdown – riesce a scongiurare il tracollo grazie agli ecoincentivi statali, che hanno determinato una ripresa significativa del settore a partire soprattutto dal mese di agosto, anche se la decelerazione delle perdite era già cominciata a giugno: il 2020, secondo l’Osservatorio Findomestic, si è chiuso a quota 33,8 miliardi. Per le famiglie italiane le auto usate, pur in flessione del 13,5% in termini di valore, continuano a rappresentare la voce di spesa più consistente con

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