mercoledì 14 aprile 2021

Oppo sarà la nuova Huawei (nel bene e nel male)?

Ci sono voluti quasi due anni perché gli effetti dei bandi imposti dagli Stati Uniti a Huawei sconvolgessero il mercato della telefonia mobile, ma ora che il colosso cinese è stato costretto in un angolo dall’impossibilità di usare le app di Google e dal drastico taglio alla fornitura di componentistica, si scopre che in realtà quasi nulla è cambiato.

Come nel gioco ‘caccia alla talpa’, l’amministrazione Trump – le cui mosse in questo ambito sono state poi ampiamente confermate da quella Biden – ha picchiato duro su Huawei fino a farla quasi scomparire dal mercato consumer occidentale. Ma mentre il dipartimento del Commercio riusciva nell’impresa, un’altra talpa sbucava alle sue spalle. Anzi due, forse addirittura tre. E chi pensava che la guerra scatenata contro Huawei fosse a favore dell’americanissima Apple si è dovuto ricredere di fronte ai tutto sommato contenuti incrementi del brand al confronto all’esplosione di altri made in China.

I numeri del rapporto Idc appena diffuso parlano chiaro: il 2020 è stato per gli smartphone l’anno peggiore dal 2014 nel mercato Europa, Nord America e Medio Oriente, con una contrazione del 4% e un calo del prezzo degli smartphone dell’8,5%. Non significa che l’interesse o la spesa per la tecnologia si siano ridimensionati, perché nel 2020 – complice ovviamente la pandemia – il mercato dei pc che sembrava spacciato si è fortemente rivitalizzato.

In questo sconvolgimento, Apple festeggia: con una crescita del 10% ha chiuso il miglior anno di sempre nonostante il prezzo dei suoi iPhone sia aumentato. Ma nel settore iOS non ha rivali perché gioca da sola. Quello che ha veramente vissuto una rivoluzione nelle quote è il mercato di Android, dove i giocatori in campo sono tanti.

Samsung continua a dominare pur cedendo il 15,9% rispetto al 2019, mentre le quote perse da Huawei, pari al 35,8%, sono state cannibalizzate da altri brand ci

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