giovedì 02 dicembre 2021

817 euro all’anno in abbonamenti bus

La notizia arriva dalla UIL che fa i conti in tasca agli italiani e stima i costi delle spese per l’autobus di tutta la famiglia. La città con abbonamenti più alti é Perugia

Il costo di un abbonamento annuale ai trasporti pubblici per una famiglia tipica italiana composta da due lavoratori e uno studente è in media di 817 euro all’anno. E’ una stima stilata da UIL  in uno studio realizzato dal Servizio Lavoro, Coesione e Territorio dei capoluoghi di provincia, guidato dalla segretaria della Confederazione, Ivana Veronese. Il costo medio di un regolare biglietto del trasporto pubblico in Italia nel 2021 sarà di circa 1,30 euro, con un massimo di 1,70.

A Perugia l’abbonamento mensile é il  più costoso d’Italia. UIL  ha analizzato il costo del trasporto pubblico locale nei capoluoghi di provincia d’Italia, rilevando che a Perugia è necessario pagare 55 euro per poter salire a bordo degli autobus che servono il territorio per un mese intero. Un consumo record Tra le città italiane al secondo posto c’è Genova, dove il costo di un abbonamento mensile è di 50 euro. La classifica UIL comprende ovviamente anche Terni, dove invece l’abbonamento mensile costa il 27,3% in meno, ovvero 40 euro. Tuttavia, entrambe le città umbre sono più care della media nazionale, che si aggira intorno ai 34 euro.

A Terni il biglietto singolo costa 1,3 euro, in media con il resto d’Italia, a Perugia 1,5 euro, e Torino 1,7 euro e Monza con 1,6 euro. Ma Perugia è anche tra le dieci città più care per l’abbonamento annuale: qui, all’ombra del Palazzo dei Priori, un biglietto valido 365 giorni costa 398 euro, contro la media nazionale di 310. euro.

Tuttavia, più caro di Perugia, secondo UIL, è solo Catanzaro – 492 euro, Brescia – 480, Alessandria – 473, Genova e Imperia – 450, Caltanissetta – 435, Pescara – 412, Chieti e Reggio di Calabria.

Ivana Veronese sottolinea che nella dichiarazione dei redditi si può detrarre il 19 per cento del costo di un abbonamento a mezzi pubblici, autobus, treni, tram e metro, ma non più di 250 euro addebitando così 47,5 euro. Inoltre, UIL sottolinea che “il trasporto pubblico locale è un elemento fondamentale della nostra vita quotidiana, che purtroppo soffre della mancanza di una visione strategica di medio termine che un Paese industrializzato e turistico richiede. La ripresa della mobilità tra le città e nelle città deve partire dal rispetto delle regole generali, e in questo senso, continua Ivana Veronese, riteniamo necessario perseguire l’obiettivo di semplificare e consolidare le imprese che offrire questo servizio in modo tale da sostenere politiche industriali volte al superamento del nanismo imprenditoriale che caratterizza oggi soprattutto il settore del trasporto pubblico locale. “