martedì 27 ottobre 2020

Atlantia dice stop ai negoziati con CDP

Il giorno dopo l’inaugurazione del nuovo ponte San Giorgio a Genova, i negoziati sul trasferimento di Autostrade per l’Italia nelle mani di Cassa Depositi e Prestiti sembra siano stati interrotti.

Il consiglio di amministrazione di Atlantia ha dichiarato di aver identificato “difficoltà concrete nel mantenere trattative positive con CDP” per il controllo della società su Autostrade per l’Italia.

Le complicazioni che sono sorte permettono ad Atlantia di sapere “non solo per determinare il valore di mercato di Aspi, ma anche a seguito di indagini fatte da Cdp su impegni aggiuntivi oltre a quanto presentato nella lettera di luglio”, la lettera è stata preparata sulla base di gli accordi trovati con il governo.

Pertanto, Benetton Holding scrive in una nota sui risultati del gruppo per la prima metà dell’anno, suggerendo che un accordo con il governo potrebbe non materializzarsi.

“Considerando le nuove proposte presentate da Autostrade per l’Italia e Atlantia nel luglio 2020 e la volontà del governo di raggiungere un accordo, permangono importanti incertezze, principalmente legate al contenuto, ai metodi e ai tempi di attuazione per raggiungere gli accordi.”

La soluzione del governo richiedeva alla Cassa depositi e prestiti di entrare nel capitale di Aspi attraverso un aumento di capitale che avrebbe ridotto la quota di Atlantia dall’attuale 88% al 12%.

Quali prospettive?

Il nodo più importante in cui il dialogo potrebbe rimanere bloccato sarebbe l’espansione di Aspi, dove apparentemente la holding e il Cdp effettuano valutazioni diverse. Per questo motivo, Atlantia (ATL) annuncia che intende vendere a entità diverse dalla controllata statale.

“Sebbene la volontà rimanga ferma per attuare quanto stabilito nella lettera del 14 luglio 2020, il Consiglio ritiene necessario identificare, in buona fede, anche soluzioni alternative adeguate in qualsiasi caso, per raggiungere una separazione tra la società e Autostrade per l’Italia, che darà certezza al mercato, sia in termini di tempo che di trasparenza, oltre a fornire la necessaria protezione dei diritti di tutti gli investitori e le parti interessate. Il consiglio di amministrazione ha deciso se procedere: la vendita in un processo competitivo internazionale, gestito da consulenti indipendenti, l’88% delle azioni sono di proprietà di Autostrade per l’Italia, a cui Cdp può partecipare insieme ad altri investitori istituzionali di sua scelta, come già suggerito nella lettera”.