sabato 02 luglio 2022

Le nuove imprese nascono online: una vera e propria impennata nel settore ICT

Impennata delle imprese ICT che varcano il mondo del web operando attraverso portali online. Un vero e proprio boom che è quantificato dall’ Osservatorio ICT in the Net che stima un +150%.

L’Osservatorio permanente “ICT in the Net” tenuto dal Registro.it. Le nuove aziende online hanno avuto un incremento esponenziale nell’ultimo quinquennio  segnando +150% ovvero raggiungendo oltre 12mila. I settori in cui questa crescita ha subito un boom sono il settore delle Telecomunicazioni e Informatica (90,92%). Secondo settore in cui c’è stato il notevole incremento è “Commercio e Riparazione (5,64%)”. Il terzo posto del podio tocca invece a “News e Blog (2,63%)”.

Nei primi 4 mesi dell’anno 2022 questo notevole sviluppo è evidenziato dai 133mila siti web.it dell’area ICT che tradotto in  percentuali di siti  in ambito TLC e Informatica  è di (70,7%), seguito da Commercio e Riparazione (21%). Il  totale stimato a maggio 2022 è pari a 133.474. Paragonando questi dati allo stesso  periodo del  2021 emerge  un calo del 22,72% nelle registrazioni di nuovi domini. Il calo è dovuto all’ aumento delle cancellazioni: sono 3.924 i domini.it cancellati nel settore ICT. Potrebbe anche non essere un vero e proprio decremento ma anzi una normalizzazione dei siti davvero attivi. Quando si scegli di partire con un’azienda online occorre fare la differenza tra Business to Consumer (B2C) ovvero azienda che vende a un privato oppure Business to Business (B2B) cioè un’ azienda che vende a un’altra azienda. In internet si vede anche uno strumento per far ripartire l’economia. Lo dimostra la Direttiva 2000/31/CE che stabilisce la possibilità di partire  con un e-commerce senza autorizzazioni ma solo nel rispetto dei requisiti professionali a cui adempiere per iniziare un’attività: se si acquistano merci per rivenderle al consumatore occorre  Partita IVA mentre se si  vendono online prodotti o servizi professionali su siti come eBay e tramite piattaforme specializzate si può anche non aprirla se si resta sotto i 5mila euro all’anno.