domenica 28 novembre 2021

L'”Orca “che divora la CO2 e la fa diventare pietra

Oggi nel mondo sono solo 15 gli impianti di aspirazione operativi. Insieme  riescono a estrarre meno di 10.000 tonnellate di CO2.  Un esempio di questi impianti mangia CO2 é ORCA, nato in Islanda  ma progettato da svizzeri. Orca é famoso per le sue grandi proporzioni

Un mese fa è stato aperto in Islanda il più grande impianto di anidride carbonica del mondo. Il suo nome è Orca, che significa “energia” in islandese. La progettazione e la produzione sono state affidate alla società svizzera Climeworks e alla società Carbfix della capitale Reykjavik. A prima vista, il principio di funzionamento di Orca è semplice: le bocchette assorbono CO2 dall’atmosfera, che poi entra nel collettore. Quest’ultimo viene sigillato dopo il riempimento. Viene quindi aggiunta acqua e la miscela risultante viene spinta attraverso un canale profondo un chilometro, dove subisce un processo di mineralizzazione, trasformandosi essenzialmente in roccia.

Secondo il piano degli sviluppatori, l’impianto dovrebbe utilizzare 4.000 tonnellate di CO2 all’anno a pieno regime. Una cifra impressionante, ma a malapena eguaglia le emissioni di CO2 di 800 veicoli in 12 mesi.

Al momento, i costi di esercizio e mantenimento dell’impianto sono molto elevati: si parla di 650 euro per ogni tonnellata di CO2 recuperata, che rappresenta un costo totale di 2.600.000 euro all’anno. Ma è ancora il primo e fondamentale passo verso la riduzione delle emissioni di anidride carbonica nella nostra atmosfera.

ORCA il nome dato, non a caso, all’impianto perché significa “energia”, energia di grandi dimensioni infatti  è il più grande impianto di stoccaggio di anidride carbonica al mondo. Attualmente, ci sono 15 sistemi di aspirazione sul nostro globo. Insieme riescono ad estrarre meno di 10.000 tonnellate di CO2. Un passo avanti sebbene solo l’inizio di quello che occorre fare per migliorare l’inquinamento sulla nostra Terra. La direttiva dell’Agenzia internazionale per l’energia si è posta l’obiettivo di raggiungere il miliardo di tonnellate all’anno entro il 2050. Una cifra insostituibile nella lotta ai cambiamenti climatici.