sabato 25 settembre 2021

Michael O’Leary, AD del gruppo Ryanair, critico nei confronti di ITA

Lo dichiara senza remore o indugi ad Adnkronos e la sua voce fa il giro del mondo. Michael O’Leary, Amministratore delegato del gruppo Ryanair, afferma che  “nel medio termine di sicuro Ita non farà utili: i conti non saranno sostenibili e avrà di nuovo bisogno dei soldi pubblici”.

Michael O’Leary, Amministratore delegato del gruppo Ryanair,  dichiara ad Adnkronos le sue enormi perplessità sulla nacsita di ITA, nuova compagna di bandiera italiana che andrà  a sostituire Alitalia: “Alitalia e Ita sono due facce della stessa medaglia, anche la nuova compagnia riceverà soldi pubblici come la vecchia ma alla fine anche Ita fallirà. Nel medio termine di sicuro Ita non farà utili: i conti non saranno sostenibili e avrà di nuovo bisogno dei soldi pubblici, è l’ennesimo 6 round di aiuti concesso ad Alitalia, ma l’Europa continuerà ad autorizzarli fino a quando, alla fine, sarà venduta a Lufthansa o Air France. Basti vedere – ricorda – cosa è successo a British Airways, che non ha avuto più bisogno di aiuti di stato dopo essere stata privatizzata. In Alitalia hanno speso soldi per le uniformi, si sono preoccupati di soddisfare i lavoratori e non i clienti.”

Il manager irlandese non da di tempo ad Ita neanche 3-4 anni e crede che possa perdere velocemente lo status  compagnia indipendente. In Ita non ci sono cambiamenti impattanti, per il 60% e pel post covid-19  è identica alla compagnia precedente. L’esperto pensa che ITA non sia in grado, con i problemi strutturali che hanno anche da sempre caratterizzato Alitalia, di rispondere alle reali esigenze delle persone  che necessitano di viaggi di breve raggio veloci ed economici: “Il consumatore si è mosso in avanti mentre il governo e i sindacati si sono rifiutati di accettare la nuova situazione”.

L’ad di Ryanair conferma che Ryanair non è interessata al marchio di Alitalia, anzi che sfrutterà questa crisi per migliorare l’offerta di voli verso il Belpaese, infatti ben presto  ci sarà l’apertura  e lo sviluppo di  due nuove basi Treviso e Torino.