martedì 30 novembre 2021

Nel 2020 la pressione fiscale è salita al 43,1 per cento, dice la Cgia

AGI – Nel 2020, annus horribilis dell’economia italiana, la pressione fiscale è salita attestandosi al 43,1 per cento, la stessa soglia che avevamo toccato nel 2014, a soli 0,3 punti percentuali dal record storico che abbiamo registrato nel 2013.

È quanto emerge da un rapporto dell’Ufficio studi della Cgia, in cui si ricorda che l’incremento di 0,7 punti percentuali rispetto al 2019 è ascrivibile in massima parte al crollo del Pil che l’anno scorso è sceso dell’8,9%, mentre le entrate fiscali e contributive hanno subito una contrazione del gettito (-6,3 per centro).

Zero tasse per un anno: alleggerimento da 30 miliardi

Anche per queste ragioni gli artigiani mestrini tornano a ribadire che l’erogazione dei nuovi sostegni alle micro e piccole imprese che il governo Draghi sta mettendo a punto in questi giorni deve essere accompagnata da un azzeramento del carico fiscale per l’anno in corso. Altrimenti, rischiamo che una volta incassati, questi rimborsi vengano subito restituiti allo Stato sotto forma di imposte, tasse e contributi. Una partita di giro già verificatasi l’anno scorso che per molti imprenditori ha rappresentato una vera e propria beffa.

Questo taglio generalizzato di tasse e imposte erariali per tutto l’anno in corso costerebbe al fisco tra i 28 e i 30 miliardi di euro. Una stima che è stata calcolata ipotizzando di consentire a

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