venerdì 24 settembre 2021

Per pulire le spiagge da rifiuti dannosi arriva un robot

Dall’Olanda arriva l’idea del robot a guida autonoma che ripulisce le spiagge dai mozziconi di sigaretta

Lq spiaggia non solo inquinata dalla plastica ma letteralmente invasa dai mozziconi di sigaretta. Un dato triste che colpisce anche il Belpaese. In Italia si stima infatti che sono  14 miliardi i mozziconi di sigarette che vengono gettati nell’ambiente. Inoltre c’è anche un altro dato negativa: si stima che circa il 65% dei fumatori non smaltisce correttamente i mozziconi delle sigarette, così oggi una gran quantità di essi invade fiumi, coste e spiagge, finendo in mare. Il fenomeno non é solo nostrano, anzi planetario e ci stiamo avviando sempre più verso “spiagge libere dal fumo”: iniziative no pensate per tutelare la salute dei fumatori, ma piuttosto per tutelare l’ecosistema.

Il nostro mare e le nostre spiagge sono minacciati dalla negligenza umana, che continua a distruggere e a mettere in pericolo gli ormai fragilissimi ecosistemi marini. Per proteggere le nostre coste dall’inquinamento causato dai mozziconi di sigaretta, molti resort vietano di fumare lungo la costa, pena sanzioni salate. I filtri per sigarette sono realizzati con materiali chimici sintetici che impiegano più di cinque anni per dissolversi. Per provare a pulire le spiagge dalle sigarette dei Paesi Bassi, è stato sviluppato un nuovo prototipo di robot a  quattro ruote, autonomo e alimentato da energia solare, in grado di raccogliere una decina di mozziconi di sigaretta dalla spiaggia ogni mezz’ora. Il robot, tramite apposite telecamere, può mappare e scansionare la sabbia, individuando così i mozziconi, che vengono poi raccolti con un apposito “pettine” e poi riposti in sicurezza in un apposito contenitore. Al momento, il Beach Bot è ancora in fase di test e chiunque carichi foto di mozziconi di sigaretta trovati sulla spiaggia a diverse profondità può contribuire a rendere l’algoritmo di rilevamento delle immagini del robot più intelligente e più funzionale. L’idea é olandese, ma l’utilizzo potrebbe salvare le spiagge di tutto il mondo.