martedì 20 ottobre 2020

Dal 1° ottobre 2020 il domicilio digitale diventa obbligatorio

Dalle novità introdotte dal Decreto Semplificazioni in materia di Posta Elettronica Certificata e domicilio certificato,  dal 1° Ottobre 2020 sarà obbligatorio la comunicazione di domicilio certificato.

Tutto ciò previa sanzione per tutte le imprese e i professionisti, in modo da semplificare i rapporti con l’Amministrazione, utilizzando la posta elettronica certificata (PEC) come strumento principale di comunicazione.

Che cos’è il domicilio digitale e come si attiva

Per indirizzo digitale si intende l’indirizzo al quale la pubblica amministrazione invia documenti, messaggi e comunicazioni ai cittadini, legato a un indirizzo di Posta Elettronica Certificata o Recapito Qualificato.

Per attivare un indirizzo digitale, è necessario innanzitutto disporre di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) o di un sistema equivalente internazionale simile come SERC (Trusted Basic Electronic Certificate Electronic Delivery Service) fornito da un prestatore qualificato come stabilito nel regolamento UE eIDAS 910). / 2014).

Sanzioni a chi non si adegua dal 1°ottobre

Il decreto di semplificazione mira a rafforzare l’impegno di aziende e professionisti ad utilizzare il domicilio digitale pena sanzioni significative. I professionisti che non hanno inserito il proprio indirizzo digitale sono soggetti ad un avviso che deve essere seguito entro 30 giorni dall’ordine o collegio di appartenenza.

A oggi, molti sono i professionisti che interagiscono da tempo con la pubblica amministrazione tramite PEC e che hanno già segnalato il proprio indirizzo digitale, ma potrebbero esserci casi di PEC inattiva o scaduta, non rinnovata o cambio di indirizzo PEC.

Per le aziende, quelle che non hanno ancora adempiuto a questo requisito devono segnalare il proprio indirizzo digitale al registro di commercio entro il 1 ° ottobre. Società che non rispettano la normativa, o quelle il cui indirizzo digitale è stato cancellato dal registro di commercio ai sensi della sezione 6 ter, sono soggetti alla sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile, il doppio dell’importo.

Contestualmente al pagamento della penale, il Registro di commercio designerà un nuovo e diverso indirizzo digitale, acquisito attraverso un concorso nazionale indetto da Consip S.p.A.