mercoledì 27 ottobre 2021

Fare il docente: criticità e lacune contributive

Non é la professione più ambita del mondo e a spiegare il perchè  é stato il Rapporto sulle scuole medie italiane  2021 prodotto dalla Fondazione Agnelli che ne evidenzia  criticità e divari retributivi

Le scuole secondarie  in Italia sono in pessime condizioni, sia in termini di preparazione degli studenti che di rendimento degli insegnanti. Lo dimostra il Rapporto pubblicato dalla Fondazione Agnelli curato da Barbara Romano e redatto a dieci anni dal primo rapporto, datato 2011. Sebbene, da un lato, la didattica resti insoddisfacente, con evidenti lacune, disuguaglianze territoriali e sociali , d’altra parte, le difficoltà degli studenti possono essere spiegate considerando le criticità che interessano gli insegnanti.

Secondo il rapporto, il numero degli insegnanti della scuola media  oggi è di circa il 13% in più rispetto al 2011, ma questo aumento è dovuto all’aumento del numero di insegnanti in posti di lavoro precari. Nonostante il decreto Buona Scuola  ha lanciato nel 2015 e il recente aumento delle pensioni, l’età media del corpo docente è di poco inferiore ai 52 anni. Inoltre, solo il 67% degli insegnanti rimane nella stessa scuola per due anni di seguito. Il rapporto sottolinea inoltre che le carriere didattiche sono meno richieste in Italia rispetto ad altri paesi, principalmente perché la professione non è ben riconosciuta in termini di prestigio, stipendio e carriera. La crescita dei salari in Italia è inferiore a quella degli altri paesi, anche se all’inizio della carriera le retribuzioni percepite sono solo leggermente inferiori. Anche all’apice della carriera, gli italiani sono in ritardo in termini di salario.

Gli esperti della Fondazione Agnelli suggeriscono alcune strategie per ridurre queste criticità e migliorare il mondo della scuola nel suo insieme a beneficio di docenti e studenti. I sistemi educativi che hanno migliorato le proprie prestazioni negli ultimi anni, ad esempio in Germania, Finlandia, Polonia, Canada e Giappone, si concentrano sulla qualità e sullo sviluppo professionale degli insegnanti.
Sarebbe utile, ad esempio, creare un percorso universitario specifico per l’istruzione secondaria, intensificare l’apprendimento in questo ambito durante un corso di laurea magistrale o nei primi anni di carriera, oppure investire in una formazione on the job che includa un costante aggiornamenti sull’evoluzione dei metodi di insegnamento e valutazione periodica.
Infine, per migliorare la situazione professionale, è opportuno stimolare la crescita professionale in relazione all’acquisizione di crescenti responsabilità, nonché prevedere un aumento della retribuzione in relazione all’allungamento della giornata lavorativa.