domenica 28 novembre 2021

Glossario di Borsa: la parola di oggi è finanza etica

Quarto appuntamento settimanale della rubrica “Glossario di Borsa”. Oggi si parla di finanza etica, due parole che sembrano agli antitesi ma che guideranno la ripartenza post covid.

Eccoci al quarto appuntamento della rubrica “Il glossario della borsa” dove, ogni sabato, pubblichiamo una spiegazione di un termine che ci ha accompagnato durante questa settimana. Ribadiamo l’intento è quello di avvicinare al “magico mondo di indici, incrementi, percentuali, cambiamenti, scambi e chi ne ha più ne metta” anche coloro che non sono “addetti ai lavoro”.

Ma oggi, alla vigilia forse della ripartenza  (come annunciano anche i buoni pronostici che sperano in una crescita del Pil del 5%) parliamo di due termini fondamentali che saranno i protagonisti del 2021: Finanza etica.

Partiamo dalla definizione che ne la Treccani: “Per finanza etica si intende un insieme di attività finanziarie sviluppate con metodi, strategie e strumenti che, discostandosi dall’ottica del massimo profitto, consentono di perseguire un congruo guadagno anche attraverso l’assunzione di impegni di rilevanza sociale… L’esigenza di introdurre principi etici nella gestione degli affari si è posta fin dalla nascita dell’economia mercantile… Nell’ambito di tale tendenza, l’applicazione di valori morali alle strategie di impresa è vista come un elemento atto ad aumentarne la competitività”. 

Con il Decreto Sostegni Bis, con la necessità di creare aziende più sostenibili in termini di difesa dell’ambiente, sulla necessità di ristrutturare il sistema pensionistico nel Belpaese e di formare manager e giovani che possano avere skills giusti per affrontare le sfide europee e mondiali,  occorre soprattutto pensare ad un risvolto etico di azioni economiche e di joint venture in grado di coinvolgere sempre più figure, generare progetti continuativi e stabili rivolti a fasce d’età differenti e variegate.

Affinché nella ripartenza nessuno possa restare indietro, la finanza etica diventa un punto di partenza. Perché a volte sostenere idee buone per tutti può creare “competitività” intelligenze e crescita multidisciplinare e soprattutto, passatemi il temine, “multi-sociale”.