sabato 22 gennaio 2022

Orlando e lo sciopero per la Manovra 2022

La Manovra 2022 non porta consenti e Andrea Orlando, durante la trasmissione Radio Anch’io su RadioUno, commenta la proclamazione dello sciopero generale da parte di Cgil e Uil

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, afferma: “Non mi sfuggiva che il sindacato avesse dei dubbi ma ho letto le motivazioni e francamente non posso nascondere una certa sorpresa. La manovra come tutte le manovre può avere luci e ombre, ma questa rafforza le garanzie per i lavoratori, aumenta le risorse sul fronte del sociale, degli ammortizzatori e non autosufficienza. C’è la scelta di investire grande parte del tesoretto sul fronte dell’Irpef. Sicuramente non è una riforma che penalizza lavoratori e pensionati. Ritengo legittima la scelta del sindacato, rispettabile, ma non la definirei affatto scontata o dovuta”.

Il ministro del Lavoro rivolgendosi pubblicamente ai sindacati durante un’intervista con la Repubblica aveva detto: “Io spero e credo che ci sia ancora lo spazio per un dialogo. Questo governo non ha mai rinunciato al confronto con i sindacati. Bisogna capire bene i motivi di questa protesta ma se riguarda la manovra, allora ci sono ancora degli aspetti su cui possiamo lavorare.Nell’ultimo consiglio dei ministri è emersa la possibilità di aprire e mantenere il confronto su questioni fondamentali: le pensioni e le delocalizzazioni. Questo può accadere già nei prossimi giorni”.

I Sindacati Cgil e Uil, non favorevoli alle decisioni di Draghi,  proclamano infatti lo sciopero generale di 8 ore per il 16 dicembre2021  contro una legge di bilancio definita “avara” sul fronte di una riforma fiscale attesa da anni, ma anche su quello delle pensioni e del lavoro. Una decisione arrivata ieri un po’ a sorpresa e che di fatto azzera quell’unità sindacale che Cgil, Cisl e Uil avevano deciso di ricominciare a percorrere 7 anni fa dopo aver archiviato, non senza qualche difficoltà, l’ultimo sciopero generale Cgil-Uil del 12 dicembre 2014 firmato Camusso-Barbagallo contro il Jobs Act di Matteo Renzi.