martedì 28 giugno 2022

Pensioni e Bonus di 200 euro: a regolare la materia è l’articolo 32 del Decreto Aiuti

Quando si parla di bonus 200 euro e pensionati occorre far riferimento all’articolo 32 del Decreto Aiuti, che stabilisce il diritto al bonus di 200 euro per i pensionati residenti in Italia e con reddito personale assoggettabile a IRPEF non superiore a 35mila euro.

La condizione per  ricevere il bonus di 200 euro fa quindi riferimento al reddito personale del singolo pensionato e non si riferisce alla situazione economica familiare. A poterlo ricevere le seguenti categorie di pensionati che però non superino un reddito personale di 35 mila euro e che ricevano uno o più trattamenti pensionistici, pensione o assegno sociale, pensione o assegno invalidi civili, ciechi e sordomuti o trattamenti di accompagnamento alla pensione. Questo bonus inoltre  non costituisce reddito imponibile cioè è esente IRPEF e non rileva ai fini dell’ottenimento di prestazioni previdenziali e assistenziali.

Inoltre nel riferimento alla soglia dei  35 mila non si devono calcolare i trattamenti di fine rapporto percepiti, redditi soggetti a tassazione separata né il reddito derivante dalla prima casa. Ad erogare ai pensionati il bonus 200 euro, da intendersi come una sorta di  bonus anti-inflazione da ricevere una tantum, sarà INPS che automaticamente lo inserirà nel cedolino pensione di luglio senza fare nessuna domanda aggiuntiva e senza  presentare  alcuna dichiarazione reddituale. Agli enti previdenziali diversi dall’INPS le somme verranno rimborsate dall’ente nazionale di previdenza in seguito a rendicontazione

Se una famiglia è composta da due pensionati entrambi i coniugi riceveranno il bonus una tantum da 200 euro a patto che non superino, ciascuno, un reddito lordo 2021 di 35mila euro. Il bonus sarà versato una sola volta, anche se oltre alla pensione si svolge un lavoro o si ricevono altri trattamenti previdenziali.

In totale nel Belpaese a riceverlo, come previsto dal  decreto Aiuti (artt. 31-33, dl 50/2022),   saranno oltre 31 milioni di persone conteggiati tra lavoratori dipendenti, pensionati, autonomi con o senza partita IVA, parasubordinati, stagionali del turismo, percettori del Reddito di Cittadinanza, intermittenti, lavoratori dello Spettacolo e  lavoratori domestici.