venerdì 27 novembre 2020

Taglio per l’assegno del reddito di cittadinanza per far posto ai nuovi poveri

La proposta dell’INPS sul taglio è dipesa dalla crisi scaturita dall’emergenza sanitaria in corso.

La proposta attualmente al vaglio, è incentrata sui “nuovi poveri” causati dal Coronavirsus. Il progetto si estenderà quindi ad una fascia di persone che al momento non riescono ad avere un reddito idoneo per la sopravvivenza.

La mondifica apporterà inevitabilmente un taglio dell’assegno per quelle persone che già lo ricevono, in quanto bisognerà far fronte a molte più richieste e i requisiti presi in esame al momento della richiesta, potranno essere diversi, cioè con meno restrizioni.

Questa è la proposta dell’INPS, per migliorare l’efficacia delle prestazioni, evidenziata in occasione della presentazione annuale dell’Istituto di previdenza. Secondo Tridico, presidente dell’Inps, il reddito di cittadinanza “ha ridotto la povertà, ma si può migliorare rafforzando i controlli e lavorando sui centri per l’impiego”.

La riflessione del Presidente dell’INPS, Tridico, sui risultati avuti con il reddito di cittadinanza

Tridico ha indicato gli attuali limiti dello strumento e la portata dell’intervento per raggiungere un pubblico più ampio di beneficiari che ne hanno davvero bisogno. Secondo i dati forniti nel rapporto, a ottobre 1,4 milioni di famiglie e 3,4 milioni di persone hanno percepito il reddito di cittadinanza con un importo mensile di oltre 500 euro.

Il provvedimento ha avuto il risultato spero, in quanto, secondo l’istituto, “ha abbassato di 0,7 punti percentuali il coefficiente di Gini, che misura la disuguaglianza tra le persone. Si tratta del calo maggiore degli ultimi dieci anni. L’intensità della povertà è stata ridotta di circa 6 punti percentuali, dal 39% al 33% circa. Il dato più importante è il trasferimento netto, oltre 7 miliardi, che, grazie a reddito di cittadinanza, raggiunge un decimo delle fasce più povere della popolazione. Per queste persone il saldo tra tasse pagate e benefici ricevuti, che prima della  era pari a zero, è ora del -20% “.

In cosa consiste la nuova proposta sul reddito di cittadinanza e chi potrà accedervi

Secondo Tridico, il progetto di riforma, inizierà lavorando ad un elemento ritenuto critico; i requisiti patrimoniali devono essere allarganti per raggiungere chi ne ha più bisogno.

L’INPS afferma chiaramente, che bisogna adoperarsi per allentare dei requisiti per eventualmente allargare la fascia di popolazione che ne ha più bisogno, nel rispetto delle risorse disponibili; e per questo motivo, sarà inevitabile un taglio dell’assegno del reddito di cittadinanza.

Inoltre Tridico punta all’aumento dei controlli, anche attraverso alle banche dati delle Pubbliche Amministrazioni. Un piano per evitare che il sussidio possa essere consegnato nelle mani sbagliate. Inoltre l’INPS collaborerà con le autorità di controllo, per la verifica costante sulle false dichiarazioni ed eventuali indebiti. Per quanto riguarda quelle persone che impropriamente ricevono il reddito di cittadinanza, saranno assunte misure ancora più repressive, in quanto, come frode allo Stato saranno messi in campo interventi legislativi più incisivi.