domenica 25 ottobre 2020

Probabili tagli al reddito di cittadinanza dal 2021

Probabili scenari di cambiamento nel 2021

Il Governo ha dichiarato che se non troverà 2 miliardi per aumentare il limite di spesa per il 2021, le risorse non basteranno per tutti  e gli importi degli assegni mensili andranno tagliati. Le risorse potrebbero non essere sufficienti per tutti, l’emergenza sanitaria ha danneggiato e rallentato il mondo del lavoro portando la spesa per il prossimo anno da 7,3 ad almeno 9,3 miliardi di euro.

Infatti, se i fondi stanziati sono esauriti, la legge prevede che i beneficiari di tali diritti, abbiamo un’assegno ridotto per rendere finanziariamente sostenibile la misura.

Circa 200 mila richieste in più per il Reddito di cittadinanza, a rischio di riduzione dell’assegno

La crisi economica ha aumentato il numero di persone che chiedono il sussidio di povertà e il reddito di cittadinanza. I numeri sono in rialzo da 526 milioni a oltre 680 milioni tra gennaio e settembre.

Le previsioni di occupazione che dovevano essere l’elemento chiave di questa manovra, con i centri per l’impiego che avrebbero aiutato tutte quelle persone in difficoltà a rialzarsi con le proprie mani e non vivere per sempre di sussidi, non sono stati quelli sperati. Nei primi 18 mesi si sarebbero dovuto attivare ​​un milione di contratti di lavoro, ma in realtà solo 200 mila persone hanno trovato lavoro, e la maggior parte temporaneamente.

Di conseguenza, se si confermano i dati attuali, ovvero 1,3 milioni di famiglie che percepiscono un reddito di cittadinanza su un importo medio pagato di 524 euro, il sussidio nel 2021 costerà di più del previsto: 8,2 miliardi. Finora ne sono stati assegnati 7.3 miliardi, non sufficienti per supportare l’aumento delle famiglie richiedenti da 1,3 a circa 1,5 milioni.

Le novità di ottobre

Il Reddito di Cittadinanza è nato per supportare quelle famiglie richiedenti che al momento della richiesta hanno determinati requisiti; la durata del sussidio non è permanente e scadrà automaticamente dopo 18 mesi e le prime scadenze sono previste nel mese di ottobre 2020.

Da qui alla fine dell’anno verrà sospeso circa il 54% degli attuali beneficiari, di cui più della metà risiede nel Mezzogiorno.
Sarà necessario ripresentare la domanda andando al Caf e fornendo l’Isee aggiornato al 2020 e il modulo Sr180 e potrà essere rinnovato solo dopo la sospensione per un mese prima del rinnovo.