martedì 19 ottobre 2021

Green pass: indicazioni per la redazione delle linee guida per il settore privato

Le Linee Guida Brunetta per l’applicazione del green pass obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro sono state approvate dalla Conferenza di Stato Regioni il 15 ottobre 2021 (art. 1, comma 1, decreto legge 21 settembre 2021, n. 127): Le regole scelte per la Pubblica Amministrazione possono essere replicabili anche per le aziende private

Le Linee Guida Brunetta valgono per la PA ma possono fungere da modello anche per le aziende private, le quali a loro volta sono chiamate a elaborare piani di gestione interni per il nuovo utilizzo e controllo del Green Pass all’interno delle realtà lavorative. Oltre alle procedure operative, vi sono alcune importanti considerazioni basate sulla normativa vigente utilissime per lo sviluppo di linee guida per il settore privato.

Una mini-guida per redigere le linee guida in azienda:

  • L’accesso al luogo di lavoro senza Green Pass è vietato per dipendenti, consulenti, dipendenti, pulizie, ristorazione, manutenzione, fornitura di distributori automatici) o formazione (finanziatori e partecipanti ai corsi).
  • La presenza della certificazione Green non annulla l’obbligo di scambio di informazioni in caso di infezione da Covid-19.
  • Il  possesso della green pass non può essere autoconfermato, in assenza di controlli in entrata, è necessario eseguire controlli casuali utilizzando l’app di verifica ogni giorno almeno per il 30% dei dipendenti per turno.
  • Non è possibile raccogliere, registrare o salvare i dati dei dipendenti in relazione alla verifica del Green Pass.
  • Nel caso in cui, ai fini della programmazione delle attività e delle eventuali sostituzioni, il datore di lavoro riceva segnalazioni volontarie da parte dei dipendenti prima dell’accesso alle strutture, non decade l’obbligo di effettuare controlli a campione o sugli accessi.
  • Per i soggetti esenti, se non vengono rilasciati certificati come il Green Pass (ovvero con QR code), si possono accettare certificati di un medico competente senza ulteriore controllo di accesso.
  • Non è possibile selezionare lavoratori per lo smart working in base alla mancanza di Green Pass (i soggetti vulnerabili sono già tutelati per legge con questo strumento, mentre per altri sarà un incentivo alla possibilità di non vaccinarsi).