giovedì 06 maggio 2021

Negli ultimi 20 anni le tasse sono aumentate quasi del 50%

Secondo un recente studio della CGIA di Mestre, negli ultimi 20 anni il gettito fiscale è cresciuto più della ricchezza prodotta.

Negli ultimi 20 anni, il gettito fiscale del paese è cresciuto di quasi il 50%, superando la crescita del prodotto interno lordo nello stesso periodo. Questo, in senso lato, emerge da uno studio condotto dal Centro Ricerche CGIA di Mestre sull’aumento della tassazione nel nostro Paese e quanto ha inciso sulla (mancata) crescita del nostro Paese.

Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi della CGIA ha così commentato:

“Questa massima raccolta ha impoverito il Paese, provocando, insieme alla crisi maturata negli ultimi vent’anni, in Italia una crescita zero come nessun’altro paese in Europa.  Insomma, una riscossione delle tasse che non ha portato alcun beneficio al Paese e ai cittadini: non solo questi ultimi hanno avuto un calo delle finanze private, ma non ci sono stati miglioramenti di rilievo nel livello dei servizi pubblici”

Contrariamente a quanto si ipotizza, non è del tutto vero che gli aumenti delle tasse dipendono dalle nuove tasse imposte dai governi locali.

“Se è vero che le tasse locali sono aumentate del 37,1% negli ultimi 20 anni, le tariffe dell’amministrazione centrale sono aumentate del 49,3%. In termini assoluti, abbiamo ricevuto un aumento di 20,3 miliardi dalle Regioni e dagli enti locali, e il peso dell’imposta nazionale è aumentato di 145,7 miliardi ”.

Un aumento del 47% in 20 anni

I contribuenti italiani hanno pagato 166 miliardi di tasse in più tra il 2000 e il 2019, secondo i dati forniti. Se all’inizio del millennio 355 miliardi di euro di tasse sono state pagate all’erario e agli enti locali, nel 2019 le entrate sono aumentate a 516 miliardi di euro.

La crescita in termini percentuali su vent’anni è stata del 47,4%, mentre la crescita del PIL nello stesso periodo si è fermata al 43,9%. Insomma, l’aumento delle tasse è stato maggiore dell’aumento della ricchezza prodotta, rendendo gli italiani “più poveri” di quanto non fossero nel