sabato 18 settembre 2021

Nuovi aiuti anche il settore dello sport

Anche il settore Sport è stato penalizzato dal Covid 19, ma il arrivo nuove risorse per sostenere attraverso prestiti agevolati e garantiti anche questo settore che in Italia ha portato mirabili risultati sia inerenti alle Olimpiadi di Tokyo che per quando concerne gli Europei di Calcio. In arrivo quindi fondi per un settore che nell’anno 2021 ha fatto sperare e ha tenuto incollati ai media milioni di Italia facendo ritrovare al Belpaese il coraggio della ripartenza e della competizione europea e mondiale

La Commissione UE ha approvato un piano italiano da 43 milioni di euro destinati alle associazioni e società sportive dilettantistiche, e anche a quelle professionistiche impegnate in campionati nazionali a squadre in discipline olimpiche o paraolimpiche. I fondi europei servono a dare garanzie sui prestiti, tassi agevolati e sovvenzioni che sostanzialmente coprano le spese dei finanziamenti.

L’obiettivo è aiutare il settore ad affrontare le carenze di liquidità dovute alla crisi Covid. Sono dunque previsti diversi strumenti, che si applicano solo ai nuovi prestiti:

  • garanzie gratuite a copertura del 90% dei prestiti fino a 30mila euro,
  • garanzie statali fino a 5 milioni di euro a copertura dell’80% degli importi dei prestiti sottostanti,
  • tassi agevolati sui finanziamenti,
  • esenzione premi per i beneficiari di garanzie fino a 5 milioni di euro.

In tutti i casi, i prestiti possono essere concessi fino al 31 dicembre 2021. Vanno rispettate le regole degli aiuti di Stato, in base alle quali, in relazione a questi specifici prestiti per lo sport, gli aiuti non possono superare 1,8 milioni di euro per beneficiario, con l’unica eccezione delle garanzie statali fino a 5 milioni di euro (il punto 2 fra quelli sopra esposti), per i quali i finanziamenti non possono superare il 25% del fatturato 2019 oppure il fabbisogno per costi del capitale circolante e per costi di investimento nei successivi 18 mesi, nel caso di piccole e medie imprese, e nei successivi 12 mesi, nel caso di grandi imprese.