sabato 17 aprile 2021

Contributi a fondo perduto “Resto al Sud”

Con il Decreto Rilancio nuovi contributi a fondo perduto per il Sud.

Per incentivare, promuovere e facilitare la creazione di nuove società per giovani imprenditori nelle regioni meridionali, è stato redatto un Decreto Legge 34 del 19 maggio 2020, con misure rivolte al sud.

Tra questi, i contributi a fondo perduto “Resto al Sud” per aziende, professionisti e liberi professionisti, potranno accedervi le regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Inoltre potranno accedere ai fondi anche quei comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017.

Quali sono i requisiti:

Per usufruire di queste concessioni, gli imprenditori dovrebbero avere tra 18 e 45 anni e:

  • non devono essere proprietari di aziende, né beneficiari negli ultimi tre anni di nuove misure nazionali a sostegno dell’autoimprenditorialità;
  • sarà necessario risiedere, al momento della presentazione della domanda, nelle regioni menzionate o trasferirsi la residenza entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria o entro centoventi giorni se si vive all’estero.

La domanda di accesso potrà essere presentata attraverso il sito istituzionale dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo delle imprese S.p.A. Invitalia, che è amministratore.

I beneficiari potranno essere le imprese individuali, società e cooperative. Per i liberi professionisti, è necessario che non siano, nei dodici mesi precedenti alla presentazione della domanda, titolari di partita IVA per l’esercizio di un’attività simile a quella proposta.

Chi usufruirà del contributo, dovrà risiedere, avere sede legale e operativa nelle regioni interessate dalla misura per la durata del finanziamento.

I contribuiti saranno divisi in:

35% a fondo perduto;
Il 65% con un prestito a tasso zero da versare entro gli otto anni, di cui i primi due di preammortamento.

Il Decreto “Resto al Sud” finanzierà:

  • le attività commerciali legate alla produzione di beni nel settore artigianale, industriale, della pesca e dell’acquacoltura;
  • attività connesse alla fornitura di servizi, compresi servizi turistici;
  • attività libero professionali;

Le attività commerciali sono escluse dal finanziamento, ad eccezione della vendita dei beni prodotti nel’attività di impresa.

Saranno finanziate le seguenti spese:

  • ristrutturazione o manutenzione di un immobile (massimo il 30% del programma di costi);
  • impianti, attrezzature e macchinari;
  • software informatici, marketing e telecomunicazioni;
  • costi di gestione, massimo 20% di spesa (materie prime, materiali di consumo, utenze, costi di noleggio, garanzie assicurative), .
  • Il finanziamento massimo per ciascun candidato è fino a 50.000 euro. Nel caso di una richiesta presentata da varie entità costituite, o con l’intenzione di costituire una società, comprese le società cooperative, l’importo massimo è di 50 mila euro per azionista, fino ad un massimo complessivo di 200 mila euro.

Con il Decreto Rilancio, l’articolo 245 del decreto 34/2020 “migliora” il vantaggio sopra descritto prevedendo la concessione di un contributo a fondo perduto ai beneficiari:

  • € 15.000 per le attività di lavoro autonome e i liberi professionisti;
  • 10.000 euro per ciascun azionista (fino a un massimo di 40.000 euro) per impresa beneficiaria.

Potranno accedervi i liberi professionisti, le ditte individuali e le società, incluse le cooperative che avranno completato il programma di spesa finanziato dalla stessa misura di agevolazione;
quelle che saranno in possesso dei requisiti che dimostrano il corretto utilizzo delle strutture e non trovarsi in una delle condizioni che determinano la rimozione totale o parziale delle agevolazioni;
che al momento della domanda, hanno pagato i costi oneri di restituzione delle rate del prestito bancario.