sabato 25 settembre 2021

Pensione anticipata: quali sono le possibilità da cogliere

Pensioni anticipate: fino al 30 novembre è ancora possibile richiedere un’uscita anticipata dal mercato del lavoro per chi ha raggiunto la quota 41. La normativa vigente, infatti, prevede la possibilità di pensionamento anticipato al raggiungimento dei requisiti stabiliti dal sistema previdenziale della Legge Fornero.

Dopo la scadenza della quota 100, il 31 dicembre 2021, la quota 41 diventa un modello adatto alla riforma delle pensioni 2022, che attualmente è sostenuta principalmente dai sindacati che vogliono estenderla a tutti. Per accedere alle prestazioni di prepensionamento per i lavoratori  è necessario presentare domanda di riconoscimento entro il 1 marzo di ogni anno. Le domande tardive presentate entro il 30 novembre verranno prese in considerazione qualora vi siano risorse finanziarie residue.

In caso di esito positivo, anche dopo aver verificato la relativa copertura economica, è possibile richiedere il pensionamento anticipato online sul sito dell’INPS, tramite il Contact Center o contattando i Patronati.

I lavoratori che vogliono ricevere la pensione anticipata con la quota 41 devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), alle forme sostitutive o esclusive della medesima,
  • essere in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età e possono andare in pensione al perfezionarsi (fino al 31 dicembre 2026) di 41 anni di contribuzione a prescindere dal requisito anagrafico
  • devono rientrare in una delle categorie con diritto all’APe sociale: 
  1. Dipendenti disoccupati a causa di licenziamento individuale o collettivo, giusta causa o licenziamento consensuale che hanno utilizzato NASPI o altro compenso dovuto da almeno 3 mesi;
  2. badanti o lavoratori e liberi professionisti che, al momento della domanda, hanno assistito il coniuge o il parente di primo grado convivente con disabilità in situazione grave da almeno 6 mesi ai sensi della Legge 194;
  3. lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una diminuzione della capacità lavorativa, con una percentuale di invalidità civile maggiore o uguale al 74%;
  4. lavoratori che svolgono lavori pesanti o pesanti. I pesanti compiti che consentono questo particolare prepensionamento devono essere completati per un minimo di sette anni negli ultimi 10 anni di operatività e sono definiti dalla legge 67/2011. A queste si aggiungono le ulteriori professioni specificate nella Legge di Bilancio 2017.