giovedì 25 febbraio 2021

Un terzo degli emendamenti al Decreto Rilancio proviene della maggioranza

Sono 8000 gli emendamenti al Decreto Rilancio ufficialmente depositati presso il Comitato del bilancio della Camera. Di questi, più di un terzo sono stati firmati dai deputati della maggioranza: in primisè il PD con 1.109, poi il M5s che ha firmato 1.048 emendamenti. Italia Viva 561 e Leu 286 modifiche.

La proposta è firmata da Pd, Italia Viva, M5S e parte di Leu. L’idea è di estendere il vantaggio per l’efficienza energetica, antisismica o l’installazione di pannelli solari non solo alla prima casa, come è l’idea del governo, ma di espandere il pubblico per riavviare il settore delle costruzioni. La modifica proposta prevede anche l’estensione alle strutture sportive e agli hotel (con un aumento delle risorse) fino alla fine del 2022. La detrazione si applicherebbe alle spese sostenute dal 1 ° luglio 2020 al 31 dicembre 2022, che saranno divise in 5 rate annuali. Nelle parti comuni degli edifici, la detrazione si applicherebbe alla sostituzione dei sistemi di riscaldamento con sistemi centralizzati per il riscaldamento, il raffreddamento e la fornitura di acqua calda con un’efficienza almeno pari alla classe A del prodotto. Se non fosse possibile nei condomini, la detrazione si applicherebbe alla singola unità immobiliare.

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Ovviamente, solo una minima parte di questi 8000 emendamenti sarà accettata per essere presa in considerazione dalla Commissione (inizia il 15 giugno): o perché non hanno nulla a che fare con la questione del decreto o perché non hanno la copertura finanziaria necessaria. Tra le proposte, ci sono emendamenti per sbloccare le classifiche di una singola competizione, per aumentare i salari dei vigili del fuoco e altri. Ancora meno saranno gli emendamenti che saranno approvati una volta ricevuto il sigillo dell’ufficio contabilità generale sui tetti. L’uso del voto di fiducia è anche prevedibile per evitare di perdere tempo e problemi politici.

Tuttavia, i problemi che stanno sicuramente emergendo in queste ore. Tra gli emendamenti proposti da tutte le parti, vi sono misure a sostegno del settore automobilistico: insieme a proposte che mirano ad ampliare l’attuale legame verde per veicoli ibridi ed elettrici, modulando l’incentivo basato sulle emissioni, si intende anche estendere il sostegno a l’acquisto di veicoli con un solo motore a combustione interna. Ovviamente, le proposte sono state anche viste favorevolmente dal mondo industriale, che questa mattina ha ricevuto il secco “no” dal sottosegretario al Partito Democratico, Andrea Orlando. “Oggi è il giorno dell’ambiente – scrive il dem esponente su Facebook – potrebbe essere un giorno utile o il festival del discorso. Se nelle attuali misure i tentativi continueranno, con la presentazione di emendamenti, ad approvare più o meno amnistie Travestiti, per finanziare i combustibili fossili e i mezzi di trasporto tradizionali senza stimolarne l’evoluzione, prevarrà la seconda opzione. Se il Parlamento può resistere, possiamo andare avanti “.

Tuttavia, ci vorrà un’intera settimana per cercare di colmare le lacune su alcune questioni chiave, poiché il voto effettivo sarà approvato a partire dal 15 giugno. Nel frattempo, una prima operazione di scrematura ricadrà su Fabio Melilli (Pd), Luigi Marattin (Iv ) e Massimo Misito (M5S): i tre relatori della commissione per il bilancio vedranno nei prossimi due giorni i leader del gruppo di maggioranza delle altre commissioni per sintetizzare le richieste e ridurre il numero di emendamenti su cui votare.

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