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Fisco

Bonus POS: le disposizioni per luglio 2020

Di Barbara Molisano
sabato 27 Giugno 2020 - 17:55
2 minuti di lettura
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Bonus POS
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Come per altri Bonus 2020, il bonus POS è formalmente un’agevolazione che si sviluppa attraverso il credito d’imposta.

Le aziende e i professionisti che usano il POS consentono l’uso di pagamenti elettronici per i propri clienti.

Vediamo quali sono le novità del Bonus POS in vigore dal 1° luglio di quest’anno.

È un credito d’imposta equivalente al 30% delle commissioni applicate dalle banche o da altri operatori finanziari che lo Stato accetta di restituire ai professionisti sotto forma di credito d’imposta, ma solo a titolo di risarcimento.

Solo i professionisti e le società che nel corso dell’anno precedente hanno registrato entrate o commissioni, indipendentemente dal tipo di attività svolta o dal sistema contabile, fino a 400.000 euro possono beneficiare del credito d’imposta del 30%

Il credito d’imposta può essere utilizzato solo come compensazione dal mese successivo a quello delle spese. Deve essere riportato sulla dichiarazione dei redditi per l’anno successivo (in questo caso 2021 entro il 2020) e non verrà aggiunto al reddito stesso e pertanto non inciderà sulle imposte e sulle scommesse correlate.

Il credito d’imposta

Il credito d’imposta 2020 previsto dal decreto fiscale (legge 157/2019) mira a promuovere l’uso della moneta elettronica e ad avere un maggiore controllo sulle transazioni effettuate. Tuttavia, potrebbe essere definito come una misura anti-fuga anziché un vero incentivo (dato che l’obbligo del POS è in vigore), che si aggiunge al limite di utilizzo in contanti previsto per il 1 ° luglio 2020, passando da 3.000 euro a 2000 euro.

Nessun utilizzo obbligatorio

Non sono previste sanzioni per i professionisti e le aziende che non consentono al consumatore di utilizzare il pagamento elettronico.

Grazie al software dell’Agenzia delle Entrate, i professionisti e le aziende dovranno denunciare il credito d’imposta entro il 20 del mese successivo. Questo buono fiscale può essere utilizzato dal mese successivo. La comunicazione deve dettagliare il numero di transazioni, gli importi delle commissioni e i costi fissi.

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