venerdì 18 giugno 2021

La nuova vita dei rifiuti elettrici: il riciclo corretto ha concesso enormi benefici per la natura

Produciamo circa 18 chili di rifiuti elettronici a testa. Troppi e quindi occorre smaltirli in modo corretto

Gli Italiani sono i primi a rimettere in circolo materiali di riciclo, ma sono agli ultimi posti della classifica europea per lo smaltimento e il recupero di materiale elettronico. Tv rotte, computer obsoleti o vecchie lavatrici sono i rifiuti più inquinanti. La mole di cui parliamo è davvero impressionante , basta pensare che nelle nostre case e nelle nostre tasche abbiamo tutti gli oggetti elettronici che possono semplificare le nostre azioni quotidiane, peccato che questi oggetti hanno però una vita breve grazie o per colpa del continuo avanzamento tecnologico e per gli elevati costi di riparazione. A volte piuttosto di riparare un oggetto elettronico varrebbe la pena ricomprarlo.

I rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche si chiamano infatti RAEE.  Tv, cellulari, robot da cucina, tostapane, forni a microonde, computer, modem, pennette USB, frigoriferi, lavatrici e altri elettrodomestici sono infatti  rifiuti speciali che sono regolati dalla legge (per l’Italia dal Decreto Legislativo 151 del 2005). Si tratta di 1 milione di tonnellate prodotte ogni anno solo in Italia e quindi 18 kg per abitante. Per eliminarli occorre quindi portarli in una delle oltre 3.600 isole ecologiche attrezzate per lo smaltimento dei RAEE. Da questi centri comunali vengono poi inviati a impianti di trattamento che evitano la dispersione di sostanze inquinanti e permettono il riciclo delle materie prime.

La pandemia inoltre ha accelerato il fenomeno “Svuota Cantine” , grazie al lockdown e ad un numero maggiore di ore trascorse nelle nostre case, gli Italiani si sono dati alle pulizie e hanno consegnato alle isole ecologiche una mole enorme di apparecchiature  in disuso. Il riciclo corretto delle stesse ha però consentito di recuperare circa il 90% dei componenti delle apparecchiature e ha concesso nuova vita a circa 135 mila tonnellate di ferro che insieme permetterebbero di costruire 18 Torri Eiffel, recuperate anche circa 35 mila tonnellate di plastica, 7 mila tonnellate di rame e più di 5 mila tonnellate di alluminio. Risparmiate  1,8 milioni di tonnellate di Anidrite Carbonica.